PAOLUCCI 'riprende' il Castelfidardo: "Gli avversari ci hanno deriso"
L'attaccante della Civitanovese torna sulla gara persa con i fidardensi e parla del presente dei rossoblu

CIVITANOVA MARCHE. Parola al capitano, come sempre avviene nei momenti più difficili. Michele Paolucci, leader dello spogliatoio anche adesso che è infortunato, ogni giorno da una settimana viene al campo di allenamento per i suoi esercizi dopo l'intervento al ginocchio, avvenuto meno di 50 giorni fa. La Civitanovese deve superare lo choc per essere stata superata dopo 13 giornate in testa alla classifica. «Veramente è più giusto dire che siamo in testa da 19 mesi - precisa l'ex Juventus -, lì ci piace essere e lì vogliamo ritornare. Ai ragazzi ho fatto solo i complimenti. Domenica scorsa, contro il Castelfidardo, è stata una partita tosta. Purtroppo nella concitazione del finale non ho potuto fare i complimenti al loro mister per una vittoria che è stata meritata. Quello che non mi è piaciuto, però, è stato l'atteggiamento di alcuni avversari che ci hanno deriso. Questo non deve accadere. Qualche giovane d'oggi deve capire l'importanza del rispetto e dopo aver vinto pensi agli affari suoi, non alla Civitanovese. Detto questo nello spogliatoio ho di nuovo ribadito ai compagni quanto sia fiero di loro».
Ma parole poco gradite arrivano anche dal fronte interno: non tanto le critiche, avanzate pure dalla dirigenza, ma anche illazioni e dietrologie, tipo che la società non voglia salire di categoria. «Intorno a noi ho sentito troppe chiacchiere da bar - afferma Paolucci - che non voglio neanche ripetere ma che non mi sono piaciute e che in questo momento possono fare solo danni. Dobbiamo essere bravi noi, come Civitanovese, a gestire tutto quello che arriva dall'esterno. Leggiamo e capiamo tutto, non sono le critiche che ci fanno male ma alcuni commenti sono proprio inopportuni. Siamo sempre riusciti a tenere fuori questo chiacchiericcio, dobbiamo continuare a farlo perché in questo momento non possiamo sbagliare niente. Concentriamoci solo su noi stessi, ricarichiamo le pile in questa sosta tenendo ben presente che siamo sempre padroni del nostro destino. Io farò di tutto per essere convocato nell'ultima giornata, il 28 aprile».
(FONTE: CORRIERE ADRIATICO)
Scritto da La Redazione il 21/03/2024

















