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Edizione provinciale di Macerata


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MICHELE PAOLUCCI. E' addio al calcio giocato: la lettera

"Caro Calcio è ora di lasciarti, oggi termina un sogno lungo una vita, 24 anni di dedizione passione, sudore e gioia". Inizia così il lungo post sui social di Michele Paolucci. Il campionato di Eccellenza vinto con la Civitanovese è stato l'ultimo  per l'attaccante 38enne che, dopo una stagione tormentata da un grave infortunio al ginocchio, ha preso la decisione di appendere gli scarpini al chiodo. Si chiude una carriera importante: i primi calci nel settore giovanile della Vis Civitanova, la parentesi al Tolentino e l'arrivo alla Juventus. A 20 anni l'esordio in Serie A con l'Ascoli che segnò l'inizio di una lunga militanza nel calcio professionistico (Udinese, Siena, Juventus, Atalanta, Catania, Palermo ecc...).

"Sei riuscito a farmi girare il Mondo - prosegue la lettera di Paolucci - giocare negli Stadi più belli, conoscere persone straordinarie e grandi Campioni, in campo e fuori. Dal campetto di San Gabriele dietro casa quando tornavo con le ginocchia sbucciate allo Stadio di San Siro per finire al Polisportivo della mia Civitanovese sempre con la stessa passione e gioia negli occhi e nel Cuore, lo stesso bambino che per Natale scartava quel pallone e vedeva in lui la cosa più bella del Mondo, quello stesso Amore mi ha accompagnato fino all’ultimo giorno. Se avessi potuto scegliere un finale sarebbe stato proprio quello che ho vissuto in quest’ultimo viaggio, tornato a casa dopo una carriera intera ho deciso di seguire quella folle ambizione di riportare in alto la Squadra del mio Cuore, dopo 2 anni di solo vittorie insieme a un gruppo di ragazzi unici sono riuscito a riportare da Capitano la Squadra della mia città alle porte del professionismo.

"Proprio la sera della festa, in quell’ultimo abbraccio di tutti i miei Compagni e idealmente della mia Città in festa di fronte alla mia Famiglia e i miei affetti ho capito che non avrei potuto desiderare nulla di più e che ciò che fa la differenza è avere la forza e il coraggio di lasciare nel punto più alto, capisci che ha più senso brillare come una cometa e non spegnersi lentamente, quando sei idolo dei bambini della tua Città capisci che il tuo lavoro in campo è terminato. Se guardo indietro non riesco a credere quanto il tempo sia volato: ricordo come se fosse ieri il profumo dell’erba tagliata delle prime partitelle a 7 anni, la gioia del primo Scudetto Primavera con la Juventus, il rumore della rete del primo gol in Serie A con l’Ascoli o la magia di leggere il tuo nome nel maxi schermo di San Siro fino al viaggio in Nord America e i primi gol oltre Oceano. Capisci di essere stato parte di un qualcosa di grande, di unico e che quella fortuna te la sei dovuta meritare. Caro calcio ti ho dato tutto e tu mi hai restituito di più, sarai per sempre parte del mio Cuore e della mia Vita.
A molto presto.
Michele

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  Scritto da La Redazione il 07/06/2024
 

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