FERMANA, quale futuro?

FERMO. Resta sospesa tra speranze e incertezze la Fermana, mentre si avvicina rapidamente il termine ultimo per l’iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza. Dopo due retrocessioni consecutive – tre negli ultimi quattro anni, considerando anche quella in Serie C poi annullata dal ripescaggio – per i gialloblù si riaprono le porte del calcio dilettantistico regionale.
Un ritorno che manca al Bruno Recchioni da ben tredici stagioni, da quando la Fermana conquistò la Coppa Italia Nazionale di Eccellenza nella finale di Rieti, grazie al gol decisivo di Mangiola. Fu un'estate intensa quella successiva, con la nascita della nuova realtà societaria promossa da Maurizio Vecchiola. Da lì, una lunga cavalcata tra Serie D e la promozione in Serie C nel 2016-2017 con Flavio Destro alla guida tecnica, culminata in sette anni di professionismo, una partecipazione ai playoff e perfino un mese da capolista.
Poi, la brusca frenata. Due retrocessioni di fila e conti societari fuori controllo hanno imposto un brusco cambio di rotta. Da qui la richiesta di ristrutturazione del debito – che ammontava a circa quattro milioni di euro – presentata l’11 aprile scorso. Trascorsi i canonici sessanta giorni per eventuali opposizioni (che non risultano pervenute), si attende ora il via libera definitivo dal giudice del Tribunale di Fermo. Un passaggio cruciale per il futuro del club, che ha richiesto tempi più lunghi del previsto, come prevedibile vista la complessità dell’operazione.
Nel frattempo, è tramontata anche una trattativa durata mesi con un gruppo internazionale rappresentato dal manager ternano Pileri. Le problematiche sorte lungo il percorso hanno fatto naufragare l’accordo, lasciando la scena a una situazione ancora incerta. Ora la palla passa alla proprietà, rappresentata interamente dalla famiglia Simoni, chiamata a fare chiarezza.
Prima tappa obbligata è ottenere l’omologazione del piano di ristrutturazione, senza trascurare le pendenze ancora aperte con fornitori e calciatori della scorsa stagione (quattro mensilità arretrate). Solo così si potrà guardare al futuro con un minimo di fiducia.
Sullo sfondo, la crescente frustrazione della tifoseria – comprensibilmente stanca – e l’attenzione vigile dell’amministrazione comunale. Esiste anche un piano B, pronto nel cassetto: coinvolgere la Palmense, formazione attualmente in Promozione, per garantire comunque la presenza di una prima squadra cittadina. Tanta carne al fuoco, ma finora – purtroppo – solo tanto fumo.
Scritto da La Redazione il 26/06/2025
















