L'INIZIATIVA. Ancona e Rimini, un allenamento che diventa solidarietà

Un abbraccio sportivo capace di superare difficoltà e rivalità di campo. È questo il senso dell’iniziativa del settore giovanile dell’Ancona, che ha invitato i pari età del Rimini ad allenarsi insieme dopo la recente decisione del tribunale di Rimini di disporre la liquidazione della società romagnola, fino a poche settimane fa militante in Serie C.
Un gesto nato dal desiderio dei dirigenti dorici di tendere la mano a chi sta attraversando un momento complicato, dimostrando che il calcio può essere anche vicinanza, sostegno e comunità. «Un pomeriggio da vivere fianco a fianco, condividendo il campo, il pallone e soprattutto la sensazione che il calcio non vi abbandona, nemmeno nei momenti più difficili», hanno scritto i biancorossi sui propri canali social, riassumendo il valore di un’iniziativa che va ben oltre la cortesia.
La Figc, dopo la sentenza, ha infatti fermato i campionati delle formazioni giovanili e femminili del Rimini, pur consentendo ai tesserati di trasferirsi in altre società. Una decisione che ha lasciato decine di ragazzi e ragazze senza una maglia da indossare e con il futuro sportivo improvvisamente in bilico.
Proprio in questo scenario si inserisce la scelta dell’Ancona, una realtà che conosce da vicino la fragilità di certi momenti: meno di due anni fa il club dorico rischiò la chiusura ed è stato costretto a ricostruire dalle fondamenta, portando con sé il peso dell’incertezza e la paura di vedere svanire anni di lavoro con i giovani.
Nonostante le difficoltà, l’Ancona ha continuato a credere nel proprio progetto educativo e sportivo. Ed è da questa esperienza che nasce la solidarietà verso i ragazzi riminesi. A sottolinearne la portata è anche Pietro Tamai, riminese, ex direttore sportivo dell’Ancona e fino a due mesi fa responsabile del vivaio del Rimini: «Il gesto del settore giovanile dell’Ancona è davvero significativo. Dimostra che nel calcio c’è ancora sensibilità, e non avevo dubbi conoscendo Matteo Bartoloni e il suo gruppo di lavoro. Ci eravamo sentiti e mi aveva anticipato questa volontà. Sono iniziative rare: spesso si pensa solo ad accaparrarsi i ragazzi, invece questo è un gesto che le famiglie apprezzeranno moltissimo. Da genitore e da dirigente, lo considero di rara bellezza».
Un pomeriggio di allenamento, dunque, che diventa un piccolo grande esempio di quanto lo sport possa unire anche quando tutto sembra crollare.
(Foto creata con AI)
Scritto da La Redazione il 02/12/2025














