Casa INNOCENTI, padre e figlio nel segno del gol
Riccardo, 52 anni, riparte dal Tavullia Valfoglia in Promozione, Niccolò gioca in Eccellenza: due generazioni unite dalla passione per il calcio e dallo stesso ruolo, quello di attaccante

A casa Innocenti il gol è una passione che attraversa le generazioni. Riccardo, 52 anni, continua a indossare gli scarpini dopo una carriera da oltre mille partite ufficiali e più di 300 reti. Suo figlio Niccolò, ventenne, sta costruendo il proprio percorso nell’Urbino. A raccontare questa storia di famiglia e calcio è il Resto del Carlino.
Classe 1974, Riccardo Innocenti ha appena iniziato una nuova avventura con il Tavullia Valfoglia, nel campionato di Promozione, esordendo sabato con la maglia numero 9. Una nuova tappa per un attaccante che ha attraversato categorie e territori, arrivando a giocare anche nella massima serie maltese.
Tra le esperienze ricordate ci sono quelle con Real Montecchio, Fano, Sorrento, Ravenna e Alfonsine. Con il Real Montecchio segnò complessivamente 37 reti nelle stagioni 1999-2000 e 2000-2001, tra Eccellenza e Serie D; con l’Alfonsine, nel 2017-2018, firmò 22 gol in 33 presenze in Eccellenza. Nel suo percorso figurano anche Urbino, Massa Lombarda e, nella scorsa stagione, Stella Rossa Casalborsetti.
I numeri raccontano una continuità realizzativa fuori dal comune: 97 gol in Serie C, 96 in Serie D e 113 in Eccellenza, oltre alle reti nelle altre categorie e a dieci campionati vinti.
Oggi, però, l’attenzione è rivolta soprattutto alla nuova squadra. «Mi ci sono subito trovato bene, è un ambiente famigliare, i ragazzi sono disponibili e il mister in gamba», ha raccontato Innocenti al quotidiano, ricordando anche il rapporto di lunga data con il direttore sportivo Nicolini e il direttore generale Rossi.
Nato ad Alfonsine e residente da alcuni anni a Urbino con la famiglia, Riccardo condivide la passione per il calcio con Niccolò, classe 2006. Dopo un’esperienza nel settore giovanile della Vis Pesaro, il giovane attaccante gioca da due anni nell’Urbino, in Eccellenza.
Sul futuro del figlio, il giudizio del padre unisce fiducia e concretezza: «Ha buone qualità, ma dipenderà da lui». Un incoraggiamento che lascia spazio alla responsabilità personale, da parte di chi continua a dimostrare sul campo quanto contino impegno e passione.
Scritto da La Redazione il 23/10/2026
















