Sisma, tra inchiesta e resilenza: VISSO ritrova il suo calcio
Il campo occupato dalle casette, le partite a Ussita e il ritorno in Prima Categoria: il Visso Altonera restituisce alla comunità un luogo di incontro

Dieci anni dopo le scosse dell’ottobre 2016, la ricostruzione delle Marche attraversa una fase segnata dalle indagini e dalla richiesta di risposte dei territori. Oggi, 28 ottobre, il Consiglio regionale si riunisce a Muccia in una seduta aperta dedicata al decennale, tra il ricordo del terremoto e la riflessione sul futuro delle comunità dell’Appennino.
Sullo sfondo c’è l’inchiesta “Ricostruzione”: otto persone in carcere, 51 indagati complessivi e sequestri per circa 57 milioni di euro. Al centro degli accertamenti ci sono presunte irregolarità negli appalti e nei lavori del dopo sisma. Accuse sulle quali dovrà fare piena luce la magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.
Ma la ricostruzione passa anche attraverso le occasioni che consentono alle persone di ritrovarsi. A Visso una di queste ha la forma di un pallone: il Visso Altonera, tornato in attività nel 2023, è risalito fino alla Prima Categoria (milita nel girone C) e ha restituito al paese una squadra nella quale riconoscersi.
Il vecchio campo sportivo ospita ancora le soluzioni abitative di emergenza. Per le partite bisogna spostarsi nella vicina Ussita, dove la squadra richiama centinaia di persone. Attorno al calcio si rinnova così un appuntamento che tiene insieme tifosi, famiglie e abitanti di un territorio ancora profondamente segnato dal terremoto. La rinascita della società è stata raccontata dalla Tgr Marche.
«Il calcio a Visso c’è stato sempre. Dovevamo ripartire», racconta il presidente Quinto Mattioli. Una volontà che ha dovuto superare anni di difficoltà, spostamenti e lontananza da casa.
Nel 2017, pochi mesi dopo il sisma, il Visso era riuscito persino a vincere il campionato. Dietro quel risultato c’erano però giocatori sfollati e una squadra senza più un impianto disponibile in paese. Con il passare del tempo, le trasferte per allenarsi e disputare le gare avevano finito per indebolire anche il valore sociale dell’attività.
«Non ci si allenava più in paese, andavamo a centinaia di chilometri. Non era manco più una cosa aggregante», ricorda Francesco Flammini, giocatore e dirigente. La volontà di resistere dovette fare i conti con una situazione sempre più complicata. Nel 2019 arrivò la sospensione dell’attività. «Ci abbiamo provato, però dovevamo andare a giocare sempre fuori, il campo a Visso non ce l’avevamo più. Abbiamo dovuto lasciare. Però ci è mancato tanto e dovevamo ripartire», spiega Mattioli.
La distanza dal calcio, però, si è fatta sentire. Nel 2023 è cominciata la ripartenza, inizialmente con il calcio a cinque e poi con il ritorno a undici. Un percorso culminato nella vittoria del campionato di Seconda Categoria della scorsa stagione e nell’approdo in Prima.
Il legame con la comunità si rinnova ogni settimana, anche se le gare casalinghe si disputano a Ussita. Lo sottolinea l’allenatore Andrea Tiburzi: «È un momento di svago, uno dei pochi, perché basta vedere le ferite del sisma nei paesi. È un momento di aggregazione, per ridere e scherzare. In settimana si parla della squadra, è un punto di riferimento per riportare tranquillità».
Anche lo spogliatoio racconta quanto sia cambiato il territorio. Prima del terremoto i calciatori erano quasi tutti di Visso; oggi quelli del paese rappresentano un piccolo nucleo della rosa. Le partenze di tanti giovani e la crescita sportiva della società hanno trasformato la composizione del gruppo.
Resta il legame con chi è rimasto e con chi ha dovuto trasferirsi. Tornare a giocare e a vincere, per chi ha attraversato gli anni più difficili, significa ritrovare un motivo di orgoglio comune. In attesa di riavere il proprio campo, Visso ha già recuperato qualcosa che gli era mancato: una squadra da seguire e un appuntamento nel quale sentirsi ancora paese.
Scritto da La Redazione il 28/10/2026

















