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Edizione provinciale di Ascoli Piceno


Ascoli Calcio, storia e successi di un grande club marchigiano

L’Ascoli è uno tra i club calcistici più antichi e longevi d’Italia, con una tradizione costellata di successi e vittorie. La squadra vanta infatti ben 16 stagioni in Serie A, con un quarto posto in classifica durante la stagione 1979/80, e 22 stagioni in Serie B, lega dove milita attualmente. I tifosi più navigati ben ricorderanno la stagione 1977/78, in cui la squadra macinò record su record. Contro ogni pronostico, l’Ascoli distanziò di ben 17 punti la seconda in classifica nella serie cadetta a 20 squadre, chiudendo il campionato con 61 punti, 26 vittorie, 9 pareggi e sole 3 sconfitte. Impressionante fu anche il rapporto di goal fatti rispetto ai goal subiti: 73 a 30. Il team dei sogni era guidato dall’allenatore Mimmo Renna, uno tra gli allenatori più amati di sempre in città. La stagione passò alla storia anche per i meravigliosi cross alla rabona del centrocampista Giovanni Roccotelli (foto), molto amato dai tifosi. Ma le soddisfazioni non finirono nel 1978.

 Gli anni ’80 e ‘90

La prima metà degli anni ’80 regalò grandi soddisfazioni alla società e ai suoi tifosi, grazie anche alla sapiente amministrazione del nuovo presidente Costantino Rozzi. Nella stagione 1979/80 i bianconeri, guidati dall’allenatore Giovan Battista Fabbri, raggiunsero il miglior risultato della loro storia, chiudendo il campionato di Serie A al quarto posto. I marchigiani siglarono di conseguenza un nuovo primato tra le squadre del centro-sud, sfiorando altresì la qualifica in Coppa UEFA. Nello stesso anno, inoltre, il Milan fu retrocesso in Serie B per illecito sportivo, ma la classifica finale non mutò. Al termine della Serie A 79/80, l’Ascoli volò in Canada per rappresentare l’Italia nel torneo The Red Leaf Cup, giocando contro squadre come Nancy e Rangers, portando poi a casa la vittoria.

La stagione successiva vide il ritorno in panchina di Carlo Mazzone, allenatore che, ancora oggi, detiene il record di panchine in Serie A, con ben 795 presenze ufficiali in campionato. A Sor Carletto è stata inoltre intitolata, proprio quest’anno, la nuova tribuna Est dello stadio ascolano. La squadra tuttavia, incontrò non poche difficoltà nel corso della stagione, ritrovandosi a lottare per la salvezza. Nonostante ciò, l’Ascoli portò a casa un grande successo: il team di Mazzone si aggiudicò infatti il Torneo di Capodanno, battendo in finale la Juventus. Il campionato 1981/82 riservò anch’esso grandi soddisfazioni per la squadra, che concluse il campionato al sesto posto, sfiorando per la seconda volta la qualifica in Coppa UEFA.

Negli anni successivi, l’Ascoli si ritrovò a lottare per la salvezza, retrocedendo in Serie B nelle stagioni 1984/85 e 1989/90. Di contro, la squadra riuscì a centrare l’obiettivo promozione al primo tentativo in entrambi i casi. Il team, tuttavia, non riuscì a portare avanti il periodo d’oro che aveva caratterizzato la prima metà degli anni ’80, ritrovandosi periodicamente a lottare per la salvezza. Gli anni ’90 furono purtroppo lo specchio di un’importante crisi per la società, culminata con la morte del presidente Costantino Rozzi nel 1994. Ai funerali presenziarono allenatori, dirigenti e calciatori da ogni parte d’Italia, nonché migliaia di tifosi dell’Ascoli. La squadra, militante in serie B, retrocesse nel 1995 in Serie C1, dopo 23 anni d’assenza dalla serie cadetta. Ciò segnò definitivamente la fine di un’era.

 Dagli anni 2000 a oggi

Negli anni successivi alla retrocessione in Serie C, la società lottò per risanare i debiti e, grazie al contributo dell’industriale Roberto Benigni, la squadra poté iscriversi al campionato 1995/96. Nonostante i pronostici sfavorevoli, l’Ascoli si qualificò ai play-off, perdendo in finale contro l’impensabile Castel di Sangro. Nel 1996 fu organizzato il primo Memorial Costantino Rozzi, torneo in cui presero parte Milan e Perugia. La competizione, trasmessa in diretta su Italia 1, fu vinta proprio dall’Ascoli. Dopo anni di militanza in Serie C, la squadra marchigiana risalì in Serie B nella stagione 2001/02, centrando la Serie A nel 2006. Fu inoltre dello stesso anno il record di reti segnate nel campionato maggiore, pari a 43. Senza dubbio un gran successo per una neopromossa.

L’anno seguente, nonostante gli importanti rinforzi nelle retrovie e in attacco (Pagliuca in porta e la punta Delvecchio), la squadra retrocesse nuovamente in Serie B. La stagione 2012/2013 segnò purtroppo il ritorno in Serie C, dopo 12 anni di militanza tra le due massime serie del calcio italiano. Il 17 dicembre 2013, nonostante vari tentativi per risollevare la società, viene dichiarata bancarotta. L’Ascoli viene dunque affidato a una curatela fallimentare formata da 3 commissari e, nel febbraio 2014, la società viene acquistata dall’imprenditore italo-canadese Francesco Bellini. Nel 2015 la squadra torna finalmente in Serie B, per la gioia di tifosi e appassionati di pronostici, che con la progressiva diffusione di Internet e smartphone possono scommettere anche sul web grazie alla nascita di siti come Betway, che offrono servizi di scommesse calcio sia per le leghe italiane che internazionali. La prossima partita, in programma per sabato 14 settembre, sarà disputata dalla squadra in casa, contro il Livorno. L'Ascoli è favorito, quanto meno sulla carta: all'11 settembre la sua vittoria è infatti quotata 2,10.

La società è oggi amministrata da Massimo Pulcinelli, imprenditore romano del gruppo Bricofer. Nel 2018 viene inoltre inaugurato nella città marchigiana il primo Ascoli Store, accolto con felicità dai tifosi. Lo store è altresì disponibile sul sito ufficiale dell’Ascoli Calcio, con kit gara, accessori e gadget per tutti gli interessati. In alternativa, anche Amazon offre un vasto assortimento di felpe, magliette, libri e divise dedicate alla squadra marchigiana.

La stagione 2019/2020 sembra promettere bene per l’Ascoli, che ha collezionato una vittoria e una sconfitta nelle prime due giornate di Serie B ed è, ovviamente intenzionata a vincere nella prossima partita contro il Livorno. L’obiettivo principale resta sempre la Serie A, e i ragazzi di Paolo Zanetti si impegneranno per cercare di raggiungerlo. Ovviamente, il campionato è ancora lungo, ma le premesse fanno ben sperare.

 

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  Scritto da La Redazione il 13/09/2019
 

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