Leandro Vessella: dalla B ai giovani: "Il mio cuore a...Fermo"

Ha vestito per quattro anni la maglia della Fermana, stagioni ruggenti per i colori canarini ma la sua carriera di calciatore non si è certo fermata lì. Appese le scarpette al chiodo ha iniziato ad allenare squadre giovanili (vedi Civitanovese e Avellino) prima di passare all’esperienza da vice di Roberto Cevoli a Foligno e Monza: "In questa stagione Cevoli ha accettato la proposta della Reggiana Primavera – afferma Leandro Vessella (foto), 45 anni – era il mese di luglio e quindi sono ora pronto a rimettermi per un progetto serio che sia a livello maggiore o a livello di settore giovanile”.
Per un tecnico però non è mail il momento di fermarsi, c’è bisogno di aggiornarsi e vedere calcio in giro: "Ho seguito Ascoli e Pescara in questa stagione e quelle passate. L’Ascoli sta facendo un miracolo sportivo: tra penalizzazioni e problemi hanno sempre mantenuto la categoria. Quest’anno hanno una buona ossatura dove spicca Loviso, una difesa che si conosce bene e ben strutturata ma soprattutto Zaza, attaccante in prospettiva di assoluto valore”.
Non manca però uno sguardo anche alla D, “comandata” al momento da un suo amico: "La Maceratese di Guido (Di Fabio, ndr) sta andando oltre le più rosee aspettative, per lui sono veramente molto felice. Indietro al momento la Civitanovese che penso abbia le carte in regola per riprendersi ma occhio all’Ancona, è solida e quadrata, lotterà fino alla fine come del resto tutte le squadre marchigiane del girone”.
Nella sua carriera importante le stagioni passate con i giovani: alla Civitanovese arriva il titolo di vice campione d’Italia con la Juniores, poi l’esperienza alla guida dell’Avellino Primavera. "Il problema del calcio giovanile è che non ci sono progetti strutturali e seri su cui lavorare; un problema che c’è anche nelle Marche dove in pratica a livello professionistico sono rimasti solo Ascoli e Fano. E’ un problema progettuale perché non basta l’obbligatorietà degli under in D ad esempio. A mio avviso ci dovrebbe essere l’obbligo di portare 10 giocatori in prima squadra dal settore giovanile: in questo modo ci sarebbe una migliore gestione delle risorse, investendo di più per i ragazzi a livello tecnico e organizzativo”.
Le scorse settimane è stato avvistato a vedere la Fermana, in occasione del match di Coppa Italia a Capodarco con il Grottammare: “A Fermo ho lasciato il cuore, quattro stagioni bellissime. Nelle ultime stagioni si sono alternate diverse proprietà e i risultati non sono arrivati: c’è bisogno anche in questo caso di lavorare nel settore giovanile”.
Il lavoro con i ragazzi, le idee per sviluppare un settore giovanile e l'esperienza in campo ad alti livelli: Leandro Vessella è pronto ad una nuova avventura, in prima persona: "Mi piacerebbe tornare a lavorare con un progetto vero. A dire il vero le occasioni giuste in tal senso sono veramente poche perché trovare società che lavorano bene, con organizzazione e serietà è sempre più difficile”.
Scritto da La Redazione il 13/10/2012



