Gioca in Abruzzo ma è "made in Marche": Truentum MMVII. Parla Coccia

Viaggia con il vento in poppa la Truentum MMVII (Seconda categoria G) che dopo la vittoria per 3-0 sull’Acquaviva Picena si porta al quarto posto nella classifica generale. E’ una storia particolare quella della Truentum che nonostante da sempre militi nei campionati marchigiani, di fatto è l’unica squadra del torneo con “targa abruzzese”.
“Siamo partiti con il piede giusto - commenta Renato Coccia (foto) capitano della Truentum – e questo sicuramente aiuta a giocare con più serenità. Stiamo attraversando un buon periodo, ma questo non deve distoglierci dal nostro primo obiettivo che è quello di raggiungere il prima possibile la salvezza, poi tutto quello che arriverà in più sarà tutto di guadagnato”.
Visto che in questi giorni si fa un gran parlare (sui campi di serie A) di discriminazione territoriale, abbiamo provato ad affrontare la questione proprio con il capitano della Truentum.
“Siamo una squadra come tante altre – sottolinea Coccia – non esiste proprio il caso di comportamenti insoliti legati al territorio, c’è massimo rispetto in campo e fuori, giochiamo a calcio e c’è un sano senso di rispetto e rivalità. Comunque il presidente è di Grottamnmare, l’affiliazione fa riferimento a Grottammare, giochiamo in Abruzzo solo per una comodità logistica visto che diversi giocatori sono di Colonnella. Inoltre la società possiede una sua precisa connotazione storica: Truentum sta appunto per Tronto a cui è stato aggiunto l’anno di fondazione in numeri romani”.
Cosa comporta ricoprire il ruolo di capitano?
“Per quanto mi riguarda – conclude Coccia – non vivo la cosa con particolare responsabilità. Ho giocato con il Riviera Samb per 7 stagioni, da quattro sono approdato alla Truentum e qualche volta, soprattutto in estate quando magari serve contattare qualche giocatore per completare la rosa, mi occupo anche di quest’aspetto”.
Scritto da Alessio Carassai il 24/10/2013














