"Signor arbitro, non è rigore". Fair-play in Santa Maria - Comunanza
Il giocatore Carlo Crosta confessa al direttore di gara di non aver subito un fallo da rigore. Sempre più numerosi i gesti di sportività tra i dilettanti

CASTEL DI LAMA. Nel mondo del calcio che conta, quello importante, dove girano tanti soldi e le moviole durano settimane, forse deve ancora nascere chi ammette di aver commesso un fallo da rigore, men che meno chi è pronto a dire a l'arbitro di non aver subito un intervento da cartellino o da massima punizione. Nel calcio cosiddetto "minore" invece, l'ammissione di responsabilità sta diventando sempre più frequente. Ci capita sempre più spesso di mettere in evidenza dei gesti di vero farplay che avvengono sui campi dei dilettanti della nostra regione. Questa settimana vogliamo portare all'attenzione dei nostri lettori l'episodio capitato durante l'incontro Santa Maria Truentina - Comunanza, nel girone H del campionato di Seconda Categoria. Il protagonista è Carlo Crosta (foto) centrocampista della squadra lamense che nel corso della gara, ancora sullo zero a zero, ha aiutato l'arbitro ammettendo di non aver subito fallo da rigore.
"Sono entrato in area a tu per tu con il portiere, appena mi ha sfiorato mi sono buttato, l'arbitro ha indicato il calcio di rigore ed io ho ammesso di aver accentuato la caduta ed il direttore di gara è tornato, giustamente, sulla sua decisione. Devo aggiungere - precisa Crosta - che precedentemente anche un giocatore del Comunanza, l'attaccante Catalani, su un'azione di calcio d'angolo aveva ammesso tranquillamente di aver toccato la palla ed anche in quella circostanza il direttore di gara si era adeguato". Per quanto riguarda il giovane centrocampista del Santa Maria, non è il primo episodio di fairplay che lo vede protagonista, già in passato era stato al centro di un episodio analogo. "Nel campionato Juniores di un paio di anni fa, - prosegue il ragazzo - nella gara Santa Maria - Monteprandone avvenne più o meno la stessa cosa ed anche allora ammisi di aver esagerato con la caduta. A me piace giocare leale, vincere o perdere è secondario, quello che mi interessa è lo spirito del gioco". Naturalmente Carlo Crosta ha ricevuto gli apprezzamenti dei dirigenti delle due squadre ed in particolare di Don Nazzareno Gaspari, presidente e vero trascinatore della squadra lamense, da sempre impegnato a mettere in luce i veri valori dello sport. A tal proposito Crosta sottolinea un episodio che ritiene molto rilevante per la sua vita: "In estate insieme a Don Nazzareno siamo stati venti giorni nello Zambia, Africa meridionale, un'esperienza straordinaria che in qualche modo ha cambiato il mio modo di intendere la vita. Vedere questi bambini che non hanno nulla e vivono in condizioni per noi inimmaginabili, ma sono sempre disponobili e pronti al sorriso è stata una cosa che mi ha colpito veramente nel profondo. Noi abbiamo portato degli aiuti, ma il vero aiuto è quello che loro hanno dato a noi". Un gesto da vero sportivo compiuto da un ragazzo di vent'anni, dovrebbe farci capire quanto a volte siamo esagerati e fuori luogo nell'ambiente calcistico. Come si dice in questi casi, speriamo che l'episodio serva da insegnamento per il futuro. Solo per la cronaca, ma non tanto, la gara si è chiusa con la vittoria del Comunanza per 1 - 0.
Scritto da Giuliano Santucci il 03/11/2014















