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Edizione provinciale di Ancona


Roberto Mancini: da Jesi all'Europeo. Un orgoglio marchigiano

Il Mancio” è uno dei numeri 10 italiani più apprezzati degli ultimi 40 anni. Senza scomodare Gianni Rivera, potremmo dire che è sicuramente fra i primi cinque insieme a Roberto Baggio, Francesco Totti, Del Piero e Cassano. Ora è invece CT dell’Italia con la quale ha già raggiunto diversi traguardi ed espresso un bel gioco attraverso l’utilizzo di molti giovani.

 Jesi, Bologna, la Samp di Boskov e i primi successi
Se addetti ai lavori, esperti e scommesse sul calcio di Betway Sports pongono l’Italia di Mancini fra le possibili prime sette vincitrici dell’Europeo 2020 al 29 maggio a quota 13,00, un motivo, e forse anche più di uno, c’è. Il lavoro portato avanti da Roberto Mancini da Jesi e il suo staff negli ultimi 2 anni è encomiabile e i risultati parlano da soli. L’avventura azzurra del Mancio è iniziata esattamente nel maggio del 2018 e da allora sulla panchina azzurra ha portato a casa ben 13 vittorie in 19 gare, solo due sconfitte e ben 45 goal fatti contro i 12 subiti. In più, la Nazionale di Donnarumma e Immobile ha “scritto” diversi record, fra cui quello di 10 vittorie su 10 gare in un girone di qualificazione agli Europei, subendo solo quattro goal e mettendone a segno ben 37. Numeri importanti per un allenatore che con le statistiche ha iniziato a avere confidenza già da giovanissimo. Iniziamo con l’età del suo esordio con il Bologna nel 1981: non ancora diciasettenne, mister Tarcisio Burgnich lo gettò nella mischia contro il Cagliari per poi schierarlo in tutte e 30 le gare della Serie A di quel campionato. Con la mitica maglia rossoblu con sponsor Febal, Mancini siglerà ben nove reti al suo primo campionato di Serie A, cosa che fa innamorare del giovane jesino il presidente Paolo Mantovani, che lo acquista per la stagione successiva portandolo in blucerchiato. Con la Sampdoria Mancini scrive letteralmente la storia: recordman di presenze e reti, con 566 partite giocate e 176 goal segnati, diventerà definitivamente campione riuscendo a vincere svariati titoli durante i suoi 15 anni di permanenza in blucerchiato dall’82 al 1997. Mancini ha conquistato uno scudetto storico, il primo e unico della storia della Sampdoria nella stagione ‘91-’92, quattro Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe e un secondo posto nella Coppa dei Campioni persa nel 1991-1992 contro il Barcellona.

 Lazio: tra tacchi e scudetti si intravedeva già l’allenatore di oggi
Mancini non è rimasto soltanto nel cuore dei tifosi blucerchiati, ma anche di quelli della Lazio, le due squadre italiane con cui ha giocato di più e vinto. L’arrivo di Mancini va ad aprire un “esodo” di giocatori dalla Sampdoria a Roma sponda biancoceleste, cominciato da mister Eriksson. Si sposteranno poi a Roma anche Veron, Lombardo e Mihajlović, andando a creare una delle Lazio più forti e vincenti di tutti i tempi. La Lazio del presidente Cragnotti poteva vantare giocatori del calibro di Alessandro Nesta, Marcelo Salas, Diego Simeone, Matias Almeyda e Dejan Stanković, fra i tanti altri campioni presenti in quel roaster. La figura di Mancini fu determinante sul rettangolo verde, sciorinando assist e magie, tanto quanto nello spogliatoio, per tenere insieme un gruppo fatto da tante “prime donne” e per riuscire a trasmettere i dogmi di mister Eriksson in campo ai suoi compagni. Con la Lazio porterà a casa un altro scudetto storico, il secondo per i biancocelesti, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, l’ultima edizione della Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA. Immediatamente dopo una brevissima esperienza al Leicester, Mancini si dedicherà alla carriera da allenatore ricoprendo ufficialmente questa volta il ruolo di “vice” sempre in biancoceleste affiandanco Eriksson nel 2000. Nel 2001 Mancini andò a sostituire il turco Terim sulla panchina della Fiorentina e anche qui il “Mancio” scrisse un record, portando a casa la Coppa Italia con i viola nella sua primissima gestione di una squadra professionistica. Mancini ha vinto sempre ovunque sia andato e le esperienze alla guida dell’Inter e del Manchester City confermano questo trend.

Al ragazzo di Jesi piacciono le sfide ed è riuscito a vincere anche in squadre meno blasonate come Sampdoria e Lazio. Speriamo che ciò sia di buon auspicio anche per la sua esperienza con la Nazionale italiana, fino a ora assolutamente all’altezza delle sue statistiche.

 

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  Scritto da La Redazione il 03/06/2020
 

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