Smerillo abbraccia l'Ascoli: nasce il circolo Alto Tenna Bianconera

SMERILLO. Ci sono giornate che vanno oltre il semplice significato di un evento e finiscono per diventare pagine di storia. Per Smerillo, piccolo Comune dell’entroterra fermano di poco più di 300 abitanti, quella del 18 agosto 2026 è certamente una di queste. Nella frazione di San Martino al Faggio è stato inaugurato il nuovo circolo dell’Ascoli, Alto Tenna Bianconera, alla presenza del presidente Bernardino Passeri, in una serata che ha saputo racchiudere passione, appartenenza, memoria e soprattutto il profondo legame tra l’Ascoli Calcio e il suo territorio.
Un legame che non conosce confini provinciali e che abbraccia un’ampia area montana compresa tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, dove i colori bianconeri sono da sempre parte integrante della storia e dell’identità di intere comunità. A Smerillo questo sentimento è apparso in tutta la sua forza, trasformando un piccolo paese in un’autentica casa bianconera.
A rendere ancora più speciale la serata è stata la presenza del presidente Bernardino Passeri, accolto con entusiasmo e calore da una comunità che ha voluto preparare l’appuntamento nei minimi dettagli. Dietro l’inaugurazione del circolo c’è infatti l'impegno instancabile di un gruppo di appassionati che, negli ultimi giorni, ha lavorato senza sosta per fare in modo che tutto fosse pronto e per regalare al presidente dell’Ascoli un’accoglienza all’altezza dell’evento.
Un impegno fatto di passione, sacrificio e senso di appartenenza, quello di persone che hanno dedicato tempo ed energie a un progetto nel quale credono profondamente. E il risultato è stato evidente nella partecipazione, nell’entusiasmo e nell’atmosfera che ha accompagnato l’intera serata.
Particolarmente apprezzate la disponibilità e la cordialità di Passeri, che si è intrattenuto con i presenti, rispondendo alle domande e illustrando la propria visione del calcio e il percorso intrapreso dall’Ascoli a partire dalla scorsa stagione, quando la sua famiglia ha rilevato una società che si trovava in una situazione estremamente delicata.
A Smerillo, però, il presente si è intrecciato inevitabilmente con il passato. Aneddoti, ricordi, emozioni e anche qualche momento di commozione hanno riportato alla memoria le tante generazioni che hanno vissuto l’Ascoli come qualcosa di profondamente proprio. Perché il rapporto con la squadra bianconera, soprattutto in queste zone, non è mai stato soltanto quello tra una società sportiva e i suoi sostenitori: è un sentimento tramandato di padre in figlio, una tradizione familiare, un pezzo della storia delle comunità.
Lo ha ricordato con parole particolarmente sentite anche il Sindaco Tonino Severini, sottolineando quanto l’Ascoli abbia rappresentato per tante persone che oggi non ci sono più, ma che negli anni Settanta, Ottanta e Novanta non facevano mai mancare la propria presenza al Del Duca. Tifosi capaci di percorrere anche centinaia di chilometri pur di stare accanto alla squadra del cuore, portando allo stadio non soltanto la propria passione, ma quella di un intero territorio.
In questo senso, l’Ascoli è da sempre un autentico collante territoriale. Una squadra capace di unire paesi, vallate e comunità diverse sotto gli stessi colori, offrendo un senso di appartenenza che va ben oltre i novanta minuti di una partita.
Un ruolo che la società intende rafforzare anche nel presente, come emerso dagli interventi del Direttore Strategico Andrea Passeri, che ha illustrato le linee di un progetto destinato a svilupparsi nei prossimi anni e orientato a coinvolgere sempre più il territorio, i ragazzi, le famiglie e le comunità. Un progetto nel quale il radicamento dell’Ascoli rappresenta un elemento fondamentale e che vede in prima linea anche il Coordinatore dei Circoli Edoardo Giancicchi, impegnato nello sviluppo di una rete sempre più capillare e vicina alla gente.
E proprio il circolo Alto Tenna Bianconera rappresenta perfettamente questa filosofia. A guidarlo, come presidente, c’è Michele Petracci, vera anima di un gruppo che ha fatto della passione per l’Ascoli il motore dell’iniziativa. Petracci ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’evento, con un pensiero particolare a chi, nei giorni precedenti, ha lavorato instancabilmente per preparare ogni dettaglio. Un lavoro che merita un plauso speciale perché dimostra come, anche in un piccolo paese dell’entroterra, la passione possa trasformarsi in energia, partecipazione e capacità organizzativa.
La serata si è conclusa nel migliore dei modi, tra fotografie ricordo, la tradizionale torta bianconera e la promessa che, appena possibile, alcuni tesserati dell’Ascoli Calcio saranno ospiti del nuovo circolo. Un ulteriore passo per rinsaldare un rapporto già profondissimo.
E i numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la forza di questa passione: nel corso della serata Alto Tenna Bianconera ha superato quota 130 iscritti, mentre continuano ad arrivare prenotazioni e adesioni da parte di tanti sostenitori pronti a dare il proprio contributo e a stare al fianco del circolo e della squadra bianconera.
Da Smerillo arriva dunque un messaggio forte e chiaro: l’Ascoli non è soltanto una squadra di calcio, ma una parte dell’identità di un territorio. È memoria, appartenenza, orgoglio e condivisione. È il filo che unisce generazioni di tifosi, dai pionieri che affrontavano lunghi viaggi per raggiungere il Del Duca fino ai giovani che oggi raccolgono quella stessa passione.
E forse è proprio questo il significato più autentico della serata di San Martino al Faggio: un piccolo paese dell’entroterra ha aperto le proprie porte al presidente dell’Ascoli, ma soprattutto ha dimostrato ancora una volta che il cuore bianconero batte forte anche lontano dal capoluogo piceno.
Un applauso, quindi, agli organizzatori, a Michele Petracci e a tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per rendere possibile questa giornata. Hanno dato forma concreta a un sentimento collettivo, trasformando una semplice inaugurazione in una festa dell’appartenenza.
Perché in questa parte delle Marche l’Ascoli è molto più di una squadra: è un sentimento, una tradizione, una rivincita e, per tanti, un modo di interpretare la vita.
Scritto da La Redazione il 19/08/2026
















