A tu per tu con Daniele Calabrini: "Io, il Maicon della Cuprense"

CUPRAMARITTIMA. E' alla Cuprense da sette anni Daniele Calabrini (foto) perchè, ammette il difensore classe 1987, "mi sono sempre trovato bene. Poi, sinceramente, nella scelta ha pesato il fatto che a fare la società erano persone che conoscevo e che stimavo da tanto tempo, come ad esempio Armando (Splendiani, direttore sportivo ndr)".
Calabrini, l'inizio con Di Marco, però, è stato traumatico: credi ci sia stato un motivo in particolare?
"Beh, guarda, abbiamo fatto più punti in quelle partite che nelle 7 dopo. Ora ci siamo ripresi bene. Il perché non lo so, forse la squadra non era ancora allestita per bene, ci mancava qualcosa in difesa e in attacco. Abbiamo pagato quello".
La scelta di puntare sui giovani è un vantaggio o una potenziale difficoltà?
"Vedendo i '93 e i '94 che giocano qui, è un vantaggio: i nostri sono buoni giocatori, non ultime scelte".
Senza toglier nulla a nessuno, secondo te qual è il giovane più talentuoso della squadra?
"Senza dubbio Caminonni. Sia per qualità che per tecnica. È un po' gracilino però ha tanto tempo per far palestra".
Tu sei arrivato nel 2004 alla Cuprense proprio grazie a Clerici, che ora ti sta allenando. Qual è la principale differenza tra lui e Di Marco?
"Questa è una domanda difficile. Non lo so. A primo impatto l'unica, grande, differenza è caratteriale. Certo, Clerici dalla sua ha tanta esperienza e tanti campionati vinti. Senza nulla togliere a Di Marco, questa è una cosa che ha in più Clerici".
Pensi che il 4-3-3 di Clerici, con tre centrocampisti centrali e tanto spazio sulla fascia, esalti le tue qualità?
"Io mi trovo bene in qualsiasi modulo. Il mio gioco, sia col 4-3-3 che col 4-4-2 è sempre lo stesso: sono un terzino di spinta che aiuta la fase offensiva".
A proposito di fase offensiva...
"È un punto di partenza. Da quando è venuto Clerici la differenza s'è notata soprattutto a livello caratteriale. A livello di gioco, in fondo, abbiamo sempre fatto bene, ma la voglia di recuperare e di reagire che abbiamo ora prima non c'era. E poi siamo stati sfortunati: una volta sbagliamo il rigore, una volta l'infortunio del portiere, una volta errore della difesa, una volta ci s'è messo l'arbitro...cose così. Ma ora vedo come in allenamento e in partita stiamo migliorando sempre di più e, visto il valore della squadra, indietro sarà difficile tornarci".
L'anno scorso ne hai fatti parecchi, quest´anno ancora nessuno. Ti manca il gol?
"No, sinceramente no. Se posso fare di più per la squadra sono contento, ma i gol devono fargli gli attaccanti, non io. Se viene, è tutto di guadagnato".
A quale giocatore ti ispiri?
"Di serie A? Sinceramente nessuno. Di giocatori in serie A non mi posso ispirare a nessuno perché io...magari Maicon, ma il suo livello è talmente differente rispetto a chiunque altro che non mi sento di dire che mi ispiro a lui. Io gioco e do il massimo. Quello che viene viene".
E la tua squadra del cuore?
"Naturalmente il Picchio".
Domanda finale: l'Ascoli in serie A o la Cuprense in Eccellenza?
"La Cuprense in Eccellenza".
(Angelo Pisani by www.cuprense1933.it)
Scritto da La Redazione il 10/01/2012















