SALVATORE FUSCO e Atletico Mariner: fine amara, futuro da scrivere

ASCOLI PICENO – Un incontro casuale nel cuore delle Marche, ma con un protagonista noto del panorama calcistico locale. È bastata una chiacchierata per riportare alla luce vicende, emozioni e un pizzico di amarezza. Protagonista mister Salvatore Fusco (foto), allenatore che negli ultimi anni ha legato il proprio nome all’Atletico Centobuchi, poi diventato Atletico Mariner, formazione protagonista di una scalata esaltante culminata con l’approdo in Eccellenza. Un’avventura però finita male, con un epilogo che ha lasciato strascichi umani e professionali.
Mister Fusco, l’Atletico Mariner non sarà ai nastri di partenza della prossima stagione. Se lo aspettava?
“Sinceramente avevo intuito qualcosa. Già all’inizio della scorsa stagione molte cose erano cambiate e in modo piuttosto rapido. Si respirava un’aria diversa, poco serena.”
Eppure venivate da stagioni importanti, con risultati in crescendo.
“Vero. Quattro anni fa subentrai in corsa e riuscimmo a salvarci in Promozione. Poi, con il lavoro della società e del DS Gianmarco Ameli, siamo cresciuti: prima la zona play-off, poi la promozione in Eccellenza. Un traguardo emozionante. Ma da lì sono iniziati i problemi.”
Lo spostamento a San Benedetto e le questioni legate al campo hanno inciso?
“Sì, ma non sono state determinanti. Il vero problema è stato il cambio di atteggiamento. Nonostante le mie sensazioni negative, mi sono fatto trascinare dall’entusiasmo per l’Eccellenza. Col senno di poi, avrei dovuto dare ascolto al mio istinto: dopo sette partite sono stato esonerato, e ho praticamente perso un anno.”
Non ha avuto tempo per intervenire?
“I risultati contano, ma nel mio caso non c’è stata la minima volontà di aiutarmi. Nessun intervento per rinforzare la rosa, nessun segnale di fiducia. Avrei preferito che mi dicessero le cose in faccia fin dall’inizio. Sarebbe stato più corretto.”
Nonostante tutto, la squadra ha centrato la salvezza ai play-out.
“Sì, ed è giusto essere felici per questo. Ma ne è valsa la pena? Ora la società non esiste più. La squadra è stata smantellata, il gruppo storico – quello capitanato da Matteo Fabi Cannella che considero ancora il mio – è stato accompagnato alla porta. Alcuni ragazzi hanno preferito scendere di categoria. Questo fa pensare che dietro ci fosse già un piano, portato avanti senza troppi scrupoli.”
Un vero e proprio azzeramento, insomma.
“Dopo il mio esonero ha lasciato anche il DS Gianmarco Ameli, l’artefice della crescita del club. Un professionista che nei suoi 9 anni di collaborazione ha dato tutto per quella realtà, senza nemmeno arrivare a godersi l’Eccellenza.”
Perché è andata così, secondo lei?
“Penso che gli accordi per la creazione dell’Atletico Mariner fossero già in piedi dalla scorsa stagione. Noi siamo stati solo pedine inconsapevoli. E ripeto: ci può stare, il calcio è anche questo. Ma almeno un po’ di rispetto per chi ci ha messo passione e sudore.”
C’è amarezza nelle sue parole, mister.
“Non potrebbe essere altrimenti. Ho dato tanto, dentro e fuori dal campo. Mi dispiace per i dirigenti storici, ora ripartiti dalla Promozione con un’altra maglia. Se avessimo potuto lavorare in serenità col nostro gruppo, forse ci saremmo ancora. Purtroppo sono stato tradito all'interno da un gruppo di calciatori e i risultati ora sono davanti agli occhi di tutti”.
E ora? Cosa riserva il futuro a Salvatore Fusco?
“Nessuno lo sa, ma continuo a seguire il calcio locale. Ho avuto qualche contatto, vedremo se arriverà qualche proposta interessante. Sono una persona seria e penso che prima o poi si raccolga ciò che si semina. Sinceramente, vivendo a Centobuchi, ora che sta per arrivare il campo sintetico, mi amareggia non poter contribuire alla passione dei miei concittadini con una squadra alla quale resterò sempre legato e che per me si chiamerà sempre Atletico Centobuchi.
Intanto, buona estate e buon calcio a tutti!”.
Nella foto sotto: ancora insieme il gruppo storico dell'Atletico Centobuchi
Scritto da La Redazione il 05/08/2025















