CASTEL DI LAMA. Oresti: "Ora sappiamo di potercela giocare con tutti"

Vincendo a Grottammare grazie alla doppietta di Senghor e al gol di Raschioni, il Castel di Lama ha centrato il sesto risultato utile consecutivo (tre vittorie e tre pareggi). Una striscia che ha permesso alla squadra di risalire la classifica e portarsi nella parte sinistra, restituendo fiducia e consapevolezza.
Mister Simone Oresti (foto) parla al Corriere Adriatico.
«È stata una gara maschia, su un campo difficile, contro una squadra che veniva da un’importante vittoria a Monturano. È stata dura, ma alla fine — lo ammetto — forse abbiamo recuperato i due punti che meritavamo con il Monticelli. Sabato probabilmente il pari sarebbe stato il risultato più giusto, però la fortuna questa volta è stata dalla nostra parte e siamo riusciti a portarci a casa tre punti pesanti, considerando che si trattava di uno scontro diretto. La prestazione è stata quella preparata in settimana: soffrendo quando c’era da soffrire e sfruttando le occasioni avute».
C’è stato un cambio di passo dopo un inizio complicato?
«Per me è un campionato nuovo da allenatore, e lo è anche per gran parte della squadra dopo la cavalcata dello scorso anno in Prima Categoria. All’inizio abbiamo faticato: un po’ perché forse non credevamo completamente nei nostri mezzi, un po’ per l’inesperienza. Le prestazioni c’erano, ma non arrivava mai il risultato. La prima vittoria ci ha dato fiducia e ha sbloccato l’ambiente».
Avete fermato una corazzata come l’Aurora Treia: come ci siete riusciti?
«È stata una partita particolare. Segnando subito, forse loro l’hanno presa un po’ sottogamba, pensando di poterla portare a casa facilmente. Siamo però riusciti a restare in partita fino agli ultimi dieci minuti e su calcio d’angolo abbiamo trovato un pareggio frutto sia della fortuna sia della convinzione. Quel punto è stato quasi la svolta del nostro campionato: ci ha dato consapevolezza, il segnale che possiamo giocarcela con chiunque».
In attacco c’è un Senghor già a quota 9 gol dopo i 21 della scorsa stagione. Che giocatore è?
«A questi livelli fa la differenza. È un ragazzo serio, lavora sempre al massimo, arriva per primo al campo e va via per ultimo: un esempio per tutti. Lavora otto ore in fabbrica e il sabato ne fa altre cinque, arriva all’una al campo e non sente la fatica. È uno di quei ragazzi che non mollano mai. All’inizio non voleva neanche affrontare la Promozione perché per lui il calcio è soprattutto divertimento, ma lo abbiamo convinto e i numeri stanno parlando chiaro».
Scritto da La Redazione il 19/11/2025
















