K SPORT. Tiboni risponde al Tolentino: "No ad accuse velenose"

In merito al comunicato diffuso dall’US Tolentino 1919, interviene il presidente della società K Sport Montecchio Gallo Enrico Tiboni (foto): "Sento il dovere di intervenire per cercare di ristabilire un clima di correttezza e rispetto, valori che devono sempre accompagnare il confronto sportivo. Innanzitutto, desidero riconoscere con ferma onestà che, fino a quando la gara si è svolta in parità numerica, il Tolentino ha espresso un’ottima prestazione, dimostrando alta qualità di gioco, organizzazione e forte carattere, legittimando anche l’idea di poter ambire alla vittoria. Non accetto, con altrettanta fermezza, la seconda parte del comunicato, relativamente ai seguenti punti: in riferimento al campo da gioco è opportuno precisare che la scelta è regolarmente avvenuta su insindacabile decisione della Federazione, alla quale entrambe le società sono tenute ad attenersi; mi sembra esagerato parlare di “palese forzatura di voler far giocare il match a casa loro”. Non posso non esprimere rammarico e dispiacere per quell’espressione contenuta nel comunicato del Tolentino, come “per contare occorre essere amici di amici”, insinuazione velenosa, pericolosa ed astiosa che, a parere mio e della società che rappresento, non dovrebbe mai appartenere al linguaggio sportivo in quanto rischia di alimentare solo tensioni inutili che vanno ad intaccare quei valori di rispetto, legalità e inclusione in cui la nostra società crede fermamente, e che promuove quotidianamente.
Dispiace altrettanto e profondamente la frase con la quale si fa riferimento al fatto che la nostra società sembra sia stata ritenuta responsabile del “trasformare il campo in una zona di Scampia“: il riferimento è verosimilmente alla scena verificatesi a margine dell’incontro, con tentativi di invasione di campo da parte dei soli tifosi del Tolentino, senza sollecitazione di alcun tifoso della nostra società. Episodi di questo tipo non rendono onore a nessuna tifoseria o società, e mal si accompagnano ad un evento sportivo come quello di oggi che dovrebbe essere momento certamente di passione, ma anche di civiltà. Le rivalità, le emozioni e le polemiche devono sempre rimanere entro i confini del rettangolo verde e delle sue regole, nonché del rispetto reciproco di chi su esso si incontra. Da parte nostra, ribadiamo la volontà di continuare a confrontarci con lealtà, riconoscendo i meriti degli avversari ed accettando le decisioni del campo”.
Scritto da La Redazione il 07/01/2026















