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Corea del Sud, dove il calcio è ripartito

Spalti vuoti e... niente abbracci tra giocatori. Ma da 6 sono passati a 36 i paesi collegati alla K-League

Il calcio è ripartito. Almeno in Corea del Sud. Davanti a spalti vuoti, in uno stadio chiuso, a Jeonju è andata in scena la gara inaugurale della K-League, il massimo campionato sudcoreano, la prima partita ai tempi del coronavirus: è finita 1-0 per il Jeonbuk Motors campione in carica, opposto al Suwon Bluewings che era rimasto in dieci a un quarto d’ora dalla fine per l’espulsione di Antonis per un’entrataccia a centrocampo. Anche se con gli stadi chiusi, è stato riprodotto artificialmente il brusio dei tifosi. Il gol che ha deciso la sfida lo ha firmato il 41enne ex Middlesbrough Lee Dong-Gook al minuto 84: stacco di testa su angolo dalla destra. Niente abbracci, giusto un paio di pacche sulla spalla e qualche gomito-contro-gomito. Lo stadio di Jeonju si presentava con gli spalti vuoti e qualche striscione di incoraggiamento. Cori e incoraggiamenti registrati. Oggi erano almeno in 36 i paesi ad essere collegati, a fronte della normalità di soli 6 paesi asiatici, con la BBC fra le emittenti che si sono assicurate i diritti.

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  Scritto da La Redazione il 08/05/2020
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