PEDASO CAMPOFILONE. Una salvezza raggiunta senza mai perdere la rotta
Il commento del presidente Giovanni Picciotti a Noi Dilettanti

PEDASO – C’è un modo romantico e autentico di vivere il calcio, fatto di passione, coraggio e lungimiranza. Il Pedaso Campofilone ne è un esempio vivente. Alla sua prima, storica partecipazione al campionato di Prima Categoria (girone D), la giovane società è riuscita nell’impresa della salvezza, senza mai snaturare la propria identità, fondata sulla valorizzazione dei giovani del proprio vivaio e su una filosofia di gioco propositiva.
A raccontarlo è il presidente Giovanni Picciotti, intervenuto alla trasmissione Noi Dilettanti (puntata completa qui).
“È stato un anno particolare, il primo in un mondo completamente nuovo. Siamo entrati in punta di piedi e ci siamo rimasti fino alla fine. Abbiamo imparato tanto, affrontato difficoltà, ma senza mai rinnegare la nostra filosofia: giovani, gioco e divertimento.”
Una stagione vissuta sul filo dell’equilibrio, fatta di partite tiratissime, risultati in bilico e sconfitte di misura che, paradossalmente, hanno rafforzato la consapevolezza nei propri mezzi. “Abbiamo perso tante partite per un solo gol, pareggiato con squadre forti, subìto beffe all’ultimo minuto. Ma tutto questo ci diceva che eravamo all’altezza, che il lavoro stava portando frutti. I ragazzi ci credevano, e noi con loro.”
E il lavoro, come spesso accade nel calcio, ha pagato nel momento decisivo: lo spareggio salvezza contro l’Invictus ha visto un Pedaso Campofilone concentrato, pronto, determinato. “Alla partita che valeva la salvezza ci siamo fatti trovare preparatissimi. I ragazzi e il mister sono stati eccezionali. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, e per questo dobbiamo ringraziare tutto lo staff, la rosa, i dirigenti.”
Una rosa giovanissima, che ha fatto del vivaio un autentico tesoro. Non è un caso che durante la stagione siano scesi in campo anche tre ragazzi classe 2008, in una categoria dove spesso l’esperienza fa la differenza. “Giocare con tre 2008 in campo è un lusso che ci siamo potuti permettere. Abbiamo tanti 2006, 2007, 2005... E non è un caso: il progetto è nato cinque anni fa in Terza Categoria, con lo stesso mister e gran parte dello zoccolo duro attuale. Ogni anno integriamo giovani dagli Allievi e inseriamo qualche pedina esperta dove serve.”
Alla base di tutto, una visione chiara e coerente. Per Picciotti, ex allenatore del settore giovanile, non esiste un altro modo di fare calcio. “Finché sarò presidente, punteremo sui giovani. Non avrebbe senso fare una prima squadra tanto per. Siamo fortunati ad essere in una zona di costa densamente popolata come tra Pedaso, Campofilone e Altidona: circa 12.000 abitanti in pochi chilometri. C’è materiale umano e c’è voglia di lavorare.”
E quando serve, anche il direttore sportivo è pronto a rimettere gli scarpini. Matteo Carosi, direttore sportivo, ha segnato anche due gol in stagione, dopo essere tornato in campo per coprire un vuoto in attacco. “Era reduce da un brutto infortunio, ma appena c’è stato bisogno ha detto: ‘Ci sono’. Lo spirito è quello di sempre: voglia di lottare, divertirsi e aiutare. Ed è proprio questo che diciamo sempre ai ragazzi: ricordatevi che il calcio è prima di tutto un gioco.”
Scritto da La Redazione il 23/05/2025

















